Mattia Verardo
Web designer · Landscape & astrophotographer
Sono Mattia Verardo, fotografo di montagne e cieli profondi. Nel mezzo, da una decina d'anni, costruisco siti web su progetti a cui tengo.
Sono nato con il naso all'insù
Da bambino una volta mi sono slogato un polso perché camminavo a testa in su, occhi sulle stelle, e sono inciampato — è l’aneddoto imbarazzante che racconto volentieri perché dice tutto di me. Il cielo è stato il primo posto in cui ho imparato a guardare davvero.
Una progressione naturale, dal mare alla cresta
La prima macchina fotografica seria che ho avuto in mano era la Nikon D90 di mio padre. Poi sono passato a una Sony A7 III, ho fatto qualche corso, sono andato alle isole Lofoten — e lì è successo qualcosa: ho capito che fotografare non era un hobby della domenica, era il mio modo di abitare il mondo. Il posto che mi somiglia di più è il gruppo del Monte Cavallo, la Cima Manera: la montagna di casa, la silhouette che è finita anche nel mio logo.
Il cielo è stato il primo posto in cui ho imparato a guardare davvero.
Fotografia paziente, fatta di notti intere
Dal landscape alla deep-sky è stata una progressione naturale. Quando conosci davvero il cielo sopra le tue montagne vuoi fotografare anche quello che c’è dentro. Oggi monto un RC8 e un Airy65 PrimaLuceLab su iOptron CEM60, scatto con una ZWO ASI2600MC Pro e guido con una 174MM. Nebulose, galassie, ammassi integrati per ore sotto cieli che provo sempre a trovare più scuri. È una fotografia paziente, fatta di notti intere e molti litri di caffè.
La stessa disciplina, di giorno
Il web è arrivato dall’altra parte, dai software di grafica. Photoshop che diventa codice, codice che diventa interfaccia. Non lo faccio perché devo, lo faccio perché mi somiglia: la stessa disciplina che serve per processare una nebulosa serve per costruire un componente che non romperà mai. Lavoro su SaaS con backend Python/FastAPI e frontend React e TypeScript, e su siti WordPress custom. Accetto progetti in cui c’è spazio per il dettaglio — velocità, accessibilità, un’estetica che non sembri copincollata.
La stessa disciplina che serve per processare una nebulosa serve per costruire un componente che non romperà mai.
La storia della prossima estate
Lo scatto che ancora non ho fatto è il Campanile di Val Montanaia con il nucleo della Via Lattea estiva dietro, in una di quelle notti che hanno un solo nome: cielo in una stanza. Se il meteo tiene, forse è la storia della prossima estate.
Ferri del mestiere
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Telescope RC8
Ritchey-Chrétien 8". Per galassie e deep-sky a lunga focale.
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Camera ZWO ASI2600MC Pro
Sensore APS-C raffreddato. È quella che vede davvero le nebulose.
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Camera ZWO ASI174MM
Monocromatica veloce, usata come guide cam.
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Mount iOptron CEM60
Center-balance, silenziosa. Ore di inseguimento senza una lamentela.