Porta d’ingresso, Valvasone
Wolfes höfe: masseria del lupo, in antico tedesco. Il borgo ha tenuto il nome per otto secoli, e le torri d'ingresso sono ancora lì a dire chi passa e chi no.
La terra del lupo, XIII secolo
Il castello di Valvasone fu costruito in muratura nel XIII secolo su fondamenta di epoca tardo-antica, in una posizione scelta per controllare il guado sul Tagliamento lungo la via Postumia. Il nome della casata — e del borgo — deriva dall’antico tedesco wolfes höfe, masseria del lupo, e lo stemma di famiglia porta ancora un lupo nero in campo bianco. La terza e ultima cerchia di mura, quella che include le torri d’ingresso visibili oggi, fu completata tra il 1440 e il 1500. La torre settentrionale era chiamata Torre delle Ore per via dell’orologio e della campana che vi rimasero fino al Settecento; era anche detta di Sant’Antonio Abate, dal nome del borgo esterno che si apriva oltre la porta in direzione del guado. Nel 1499 il borgo fu saccheggiato dai Turchi. Nel 1782 vi dormì papa Pio VI. Nel 1797, Napoleone. La torre non ha cambiato posto.
La torre settentrionale era chiamata Torre delle Ore per via dell'orologio e della campana che vi rimasero fino al Settecento.
Pietra, arco, luce radente
La luce bassa entra di taglio sull’arco e disegna il profilo della torre con un contrasto netto tra la faccia illuminata e il buio dell’intradosso. La pietra calcarea rivela la tessitura dei conci a quella luce — ogni irregolarità della muratura medievale diventa leggibile. Il punto di ripresa è basso, quasi dal livello della strada, il che restituisce alla torre la sua proporzione reale rispetto a chi ci passa sotto. L’inquadratura verticale è la scelta ovvia: la torre sale, il formato la asseconda. Il cielo chiaro tiene il bordo senza bruciare i dettagli delle merlature in sommità.
Ogni irregolarità della muratura medievale diventa leggibile.
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